Critiche al Processo Civile Telematico Possibili Soluzioni Tecniche

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Di seguito vengono riportate alcune critiche, reperite in rete Internet, che messe in relazione al Processo Civile Telematico tendono a farlo apparire come un evento disastroso, per alieni ed insormontabile ad un utente medio.

Di seguito si cercherà di dare dei “consigli pratici e/o consulenze” per affrontare al meglio questo cambio epocale che, più che nella tecnica, richiede una evoluzione mentale e qualche ora dedicata a tornare sui banchi di scuola

1) Abbandonate la laurea in giurisprudenza, dovete acquisire una laurea in informatica (ed anche a pieni voti). Abbandonate i codici giuridici ed abbracciate – senza riserve – i programmi informatici. Soluzione: Una laurea in giurisprudenza non è sinonimo di avvocato capace, come una buona macchina non è sinonimo di guidatore capace. In realtà come tutti gli strumenti di lavoro necessita la capacità di utilizzarli al meglio, evitando errori e sentito dire. Sfruttare al meglio la tecnologia per agevolare il lavoro e non incartarsi in sbagli e procedure errate che sarebbero solo di ostacolo.

2) Il sistema del processo civile telematico è il più complicato che potesse essere “pensato” ed “ideato” (è l’ennesima vittoria degli “uffici complicazioni affari semplici”) la prova può essere ottenuta guardando il “processo telematico” della Corte di Giustizia Europea ed, in particolare, il video che spiega come depositare un atto (altro che corsi, corsetti di ore ed ore o protocolli di pagine e pagine ecc.), possiamo dire che al sistema (in generale) si accede mediante un proprio profilo. Quindi, eseguito il “login”, il sistema per il deposito in concreto assomiglia molto a quello presente sui social network ed utilizzato per postare foto o altri file. Insomma, un processo telematico a-normale in italia, un processo telematico normale all’estero! Soluzione: Sistema Social Network è utile ma non ottimale quando si parla di Privacy e Sicurezza. Sistema PCT italiano si basa su standard PEC e software per criptazione locali, o piattaforme OnLine di terzi, che comportano anche una non ingerenza reciproca nei sistemi e procedure, in caso di problemi su una piattaforma, si può risolvere con altra.

3) Dimenticatevi la remissione in termini, per il cattivo funzionamento dei dispositivi che dipendono da voi (pc, firme digitali ecc.); dimenticatevi la remissione in termini per i servizi che dipendono da voi (collegamenti internet), se vi tagliano la linea telefonica, problemi vostri, un nubifragio, un terremoto, problemi vostri! Dimenticatevi la remissione in termini per errori nei depositi (r.g. errato, indicazione errata del tribunale) il sistema è semplice, lineare e perfetto, siete voi “diversamente” informatici. Quindi, per salvaguardare il vostro sistema cardiaco e circolatorio (e la vostra salute psicologica) adottate comportamenti prudenti (non rinviate a domani quello che potete fare oggi, perché del domani digitale non c’è certezza informatica) e munitevi di una buona protezione astrale. Soluzione: Privacy D.lgs. 196/2003 (Disciplinare Tecnico) Misure di tutela e garanzia art. 25. Il titolare che adotta misure minime di sicurezza avvalendosi di soggetti esterni alla propria struttura, per provvedere alla esecuzione riceve dall’installatore una descrizione scritta dell’intervento effettuato che ne attesta la conformità alle disposizioni del presente disciplinare tecnico. Saper gestire sicurezza e continuità (Business Continuity) anche per uno studio professionale richiede competenza e professionalità, meglio affidarsi ad Aziende e Consulenti.

4) Non esiste più deposito ultimo giorno, oppure, se volete depositare “ultimo giorno” (a vostro rischio e pericolo), munitevi di una buona assicurazione professionale, fate tutti gli scongiuri del caso, munitevi di un buon aiuto psicologico anti stress e non vi lamentante se non vi arrivano le pec entro le ore 23.59.59 (ricordatevi che le cancellerie lavorano durante l’orario di ufficio, terminato l’orario “istituzionale” e terminato il lavoro in ufficio per la p.a. non c’è obbligo – da casa – di accedere e smistare i depositi). Soluzione: non ridursi ad ultimo momento e/o preparare in anticipo la busta elettronica per l’invio.

5) Dimenticatevi di avere solo un (unico) dispositivo di firma elettronica, per sicurezza (vostra e del vostro sistema cardiaco e della vostra salute mentale) dovete avere almeno due firme digitali, ricordatevi che si tratta di dispositivi elettronici per i quali non c’è certezza del funzionamento; ed è risaputo che quando vi serve il dispositivo, la chiavetta si rompe, ma le scadenze non si rinviano e i termini non si sospendono (vedi punto 6 e 7), però tutte le firme digitali sono rigorosamente a pagamento. Soluzione: optare se possibile per firma elettronica non integrata nella chiavetta (hardware), ma meglio “smart card” che può essere inserita velocemente in un nuovo lettore USB all’occorenza.

6) Le chiavette con le firme digitali, hanno al loro interno una scheda (come quella dei telefonini) perfettamente utilizzabile (inseribile in un nuovo involucro, come per i telefonini) se si rompe l’involucro esterno (o in caso di altro problema derivante o connesso con l’involucro esterno); peccato, però, che se si rompe l’involucro esterno siete costretti a chiedere (e pagare) una nuova chiavetta per la firma digitale (ex novo); possibile che nessuno abbia sollevato il problema ? possibile che gli avvocati non riescano a tutelarsi come consumatori ? Insomma, c’è la portabilità del conto corrente, del mutuo, ma non della firma digitale (è evidente che si pretende troppo).Soluzione: dematerializzare firma elettronica tramite “Firma Digitale Remota”, però conveniente anche una seconda firma su smart card per accesso a determinati siti.

7) Alcuni antivirus vedono il sistema di firma digitale come un pericolo per il pc. Il problema non è l’antivirus, ma il problema è dato da coloro che hanno creato il programma di firma digitale e si sono “dimenticati” di interfacciarsi (di testare il loro programma) con i più comuni antivirus in circolazione. Ergo, anche a questo buco dovete pensarci voi, inserendo nel programma antivirus, l’eccezione per la chiavetta di firma elettronica o disabilitando il controllo dell”autorun” sul dispositivo portabile (non avete capito un tubo ? scusare all’inizio di questo articolo vi era stato detto che dovevate prendere una laurea in informatica ed anche a pieni voti, vedi punto n. 1). Soluzione: Scelta “Antivirus”, obbligatorio per legge, non è cosa semplice, non è detto che un dato antivirus vada bene per tutti. Rimane sempre la soluzione migliore sentire un buon consulente evitando il “fai da te” che potrebbe portare anche ad una situazione di inservibilità del computer.

8) Qualcuno potrebbe accusarci di essere contro l’innovazione tecnologica, la velocizzazione della Giustizia, la semplificazione, qualcuno potrebbe anche accusarci di non saper usare un pc o una stampante, ma qui il problema non è saper accendere o spegnere il pc o la stampante e, certo, nessuno può essere contrario a ridurre i tempi della giustizia e a semplificare il lavoro, ma il sistema creato con il pct presenta notevoli criticità ed inutili complicazioni, qualcuno ha già sottolineato che si è in presenza di un sistema informatico, nato già vecchio (informaticamente vecchio), oppure, meglio non adeguato alla realtà informatica o ai sistemi informatici oggi esistenti (vedi punto 2). In realtà, occorreva riscrivere il codice di procedura civile ex novo e non tentare di digitalizzare un processo nato e concepito come cartaceo (sovrapponendo un sistema telematico al codice di procedura civile, vedi punto n. 13). Soluzione: far lavorare insieme tecnici e giuristi “moderni”

9) Avete avuto un problema con un deposito ? non capite perchè vi è stato rifiutato ? non vi angustiate, l’unica regola è questa: ritenta sarai più fortunato (se sei molto fortunato troverai su qualche forum l’aiuto e le spiegazioni necessarie, altrimenti, problema tuo e vai con il “fai da te” informatico), e, mi raccomando, comincia a collezionare, interpretare e ricordare i famigerati Codici Errore, come collezioni le sentenze della Corte di Cassazione (vedi punto n. 10). Comunque, considera che al peggio non c’è mai fine, infatti, qualcuno può credere che quando sarà rilasciato Windows 10 (tra qualche mese) il pct sarà già adeguato ? o presenterà altre “criticità” ? si accettano scommesse. Soluzione: Come negli ambiti Aziendali di qualità, non si passa mai ad un sistema operativo finchè non è stabile, e Windows10 non lo è ancora, per cui attualmente per uso professionale rimane Windows7Professional ancora la scelta migliore. Buona norma prendere sempre nota e salvare quello che i computer ci dicono quando hanno un problema, perchè un buon consulente vi potrà dare la soluzione più adatta, evitando il “fai da te2 che potrebbe addirittura peggiorare la situazione.

10) Quando ho inviato dall’editor email non ho scritto nell’oggetto dell’email la parola DEPOSITO in MAIUSCOLO, quindi, il sistema ha scartato (cestinato) il deposto e l’email, ovviamente, al sottoscritto mittente è arrivato solo il Codice Errore E0606 (e, naturalmente, non sono riuscito a interpretarlo, ma ho giocato i medesimi numeri a lotto e, purtroppo, non ho vinto, una scalogna nera). Soluzione: Come ogni novità, consultare un minimo di manualistica non è perdita di tempo. Se si usa “Redattore PCT” Regione Toscana (Open Source), egli stesso si integra con il gestore mail locale sul computer ed inserisce la giusta dicitura nel campo Oggetto. Scopo di un buon gestionale (ERP/CRM) è guidare con senplicità utente ed impedire che commetta errori uscendo dalla procedura.

11) Copie di cortesia, forse solo oggi è diventato chiaro che leggere un documento con un video è una cosa completamente diversa che leggere il medesimo documento sulla carta stampata. Pensare che qualunque essere umano possa passare tutta la giornata attaccato ad un video a leggere documenti è semplicemente impensabile ! Ecco, che diventa necessario stampare i documenti depositati telematicamente, non potendo la p.a. spendere questi soldi (o far fronte a questa ulteriore incombenza) è evidente che del problema devono farsi carico gli avvocati. Insomma, volendo fare una dotta citazione si potrebbe dire: bisogna cambiare tutto per non cambiare nulla (il gattopardo cit.) oppure, in modo, più semplice si potrebbe dire siamo in italia ed il sistema è stato creato per ….. (il resto aggiungetelo voi). Mi chiedo se mai nessuno farà una bella commissione di inchiesta sul pct, visto che è evidente che, almeno nel processo di cognizione pieno, il doppio binario cartaceo – telematico è una necessità. Soluzione: Professionisti del web, tipo web designer od editor professionisti, hanno imparato ed apprezzato l’utilità di avere almeno due monitor di buona qualità con i quali lavorare, in modo da gestire documenti in parallelo ed una migliore visione d’insieme. Dato ormai basso costo dei monitor non dovrebbe essere un grosso impegno economico, anche se la scelta conviene sempre sotto la consulenza di professionisti del settore.

12) Capienza casella pec. Da alcuni calcoli effettuali la capienza standard (1 giga) di una casella di posta elettronica certificata, dovrebbe riempirsi dopo circa 100 email, in poche parole, attenzione che lo spazio di una casella di posta certificata (pare esistente solo in Italia) non è uno spazio infinito, ma anzi sta già finendo, del resto, se calcolate che per ogni deposito avrete 4 email e che per ogni processo di cognizione effettuate l’invio delle 3 memorie ex art. 183 cpc più 2 conclusionali, vi rendete conto che avete due scelte a vostra disposizione a) ampliare lo spazio della casella elettronica (a pagamento); b) archiviare voi tutte le email, perché nulla esclude che un giorno dovrete provare una data di invio o una ricezione ! (se al punto 12 si unisce il punto 6 si potrebbe pensare che il sistema del processo telematico è servito per creare un “nuovo” mercato e nuove spese a carico di molti e a vantaggio solo di alcuni). Sorvolo su tutte le email spam che arrivano sulla casella pec (c’è un modo per eliminare la ricezione delle email normali dalla casella pec, ma non viene detto e ci sarà un motivo …. anche se, in teoria, non dovrebbe prorpio esserci lo spam sulla pec !) e sorvolo sul motivo per il quale il cestino delle caselle di posta pec non si svuotano in automatico dopo “X” giorni (forse per esaurire lo spazio a disposizione il prima possibile ?). Soluzione:una casella mail PEC standard non è adatta per uso professionale non garantendo minimi standard, valutare un servizio professionale che è portato in deduzione non è insormontabile. Archiviare in proprio (backup dei dati sensibili) è un obbligo di Legge Privacy D.Lgs.196/2003 e deve essere effettuato con regole e tecniche ben precise, per cui la consulenza ed il supporto tecnico-giuridico sono consigliati vivamente per non incorrere anche in sanzioni.

13) Protocolli. E’ inutile girarci intorno i protocolli (rigorosamente uno per ogni tribunale) sono la base di quello che un giorno diventerà il nuovo codice del processo informatico, ma oggi si è in presenza di una barca alla deriva oppure abbiamo riportato in vigore il sistema “pretorio” proprio del diritto romano (insomma un antico collaudato o un “usato” sicuro), certo è bello vedere nascere e svilupparsi una codificazione, peccato, però, che gli avvocati hanno la funzione di cavie da laboratorio. Soluzione: Gli utenti finali e gli Ordini Professionali sono i primi a dover proporre soluzioni costruttive.

14) Oggi è chiaro che il programma per la creazione della busta è cosa diversa dal gestionale di studio, oggi ci possiamo chiedere perché si è impostato un sistema in questo modo e non come quello (più semplificato e più economico) previsto dal sistema Europeo (vedi punto n. 2). Soluzione: Centralizzare sistemi ed informazioni non è mai conveniente, sia dal punto di vista tecnico, che gestionale e di Privacy. La gestione dello studio professionale comporta una organizzazione interna con dati e procedure che non sono necessari all’invio PCT, inoltre affidarsi ad un unico sistema comporta possibili fermi produttivi imprevedibili o problematiche di sicurezza e privacy da parte di terzi, quali i gestori del sito on-line o del software.

15) Cancellerie. Bisogna anche spezzare una lancia a favore delle cancellerie dei tribunali: non sono obbligate a fornirvi spiegazioni “informatiche”, anche perché il pct visto dal loro pc è diverso dal pct visto dall’altro lato (insomma altri programmi e problematiche) e se riescono a darvi una mano apprezzate il gesto. Soluzione: correttezza e cortesia

16) Rapporto avvocati, cancellerie, giudici. La situazione al momento è questa: il giudice ha consolle, il cancelliere ha sicid, l’avvocato ha il redattore. Il giudice non conosce il sicid, il cancelliere non conosce consolle, l’avvocato non conosce sicid e consolle, Il giudice e il cancelliere non conoscono il redattore. Il giudice non ha accesso al sicid e al redattore, il cancelliere non ha accesso a consolle e al redattore. L’avvocato non ha accesso al sicid e alla consolle. Il processo telematico si compone di tre sistemi “diversi” (non creati da un’unica mano, quindi, con problemi di compatibilità) , tre sistemi “chiusi” che non collaborano tra loro. Vi sembra normale una situazione simile ? oppure il sistema è stato creato volutamente “contorto” (il motivo trovatelo voi), è possibile che un sistema legato ad un settore delicato come quello della giustizia debba ricordare (anzi essere) una gabbia di matti ? (ora, ditemi di non essere capitati in una gabbia di matti e ditemi che una bella commissione di inchiesta sul pct non è necessaria). Soluzione: quello che può apparire contorto, in realtà è adeguamento alla struttura e procedure, importante è lo standard documentale (PDF,TXT,ENC,P7M,XML), la gestione non ne risente se fatta bene. In ogni settore “monopolio o rendite di posizione” non fanno bene alla produttività e concorrenza.

17) Complicazioni. Prima bastava stampare la procura alle liti farla firmare al cliente ed autenticarla, oggi, bisogna stampare la procura (specificando l’atto a cui si riferisce) farla firmare al cliente, autenticarla, poi scannerizzarla, trasformandola in pdf non nativo, firmarla digitalmente ed, infine, inviarla, insomma, tutto più semplice. Senza considerare che il processo telematico vuole al procura anche quando l’avvocato agisce per se stesso ….. semplicemente perché il processo telematico non ha contemplato l’ipotesi che l’avvocato possa agire per se stesso ……. (misteri dell’informatica). Soluzione: la stampa iniziale è comune in ogni caso, si consiglia l’acquisto di “stampanti multifunzioni di buona qualità con caricatore ADF” che trasformino velocemente ed in automatico la scansione cartacea in PDF con invio poi su computer, per cui rimane solo firma ed invio mail. Stampanti professionali non sono quelle della grande distribuzione commerciale, ma conviene rivolgersi a consulenti ed Aziende di Informatica.

18) Codice fiscale del terzo nel pignoramento presso terzi. Entrato in vigore anche il pct nel processo esecutivo, si scopre che per poter iscrivere un pignoramento presso terzi occorre indicare oltre il nome e cognome del terzo, anche il suo codice fiscale, quindi, il povero creditore (ed il folle avvocato che decide di recuperare esecutivamente una somma di denaro) deve: a) individuare il terzo, (come se fosse facile) poi b) deve procurarsi il codice fiscale del terzo altrimenti non riesce a iscrivere a ruolo (esecutivo) il pignoramento (oppure rischia il rifiuto perché non ha inserito tutti i campi obbligatori). In presenza di tali anomalie e storture fioccano le “pezze” come quella di inserire al posto del codice fiscale OOOOO o XXXX o inserire un codice fiscale errato. (si può vivere così?). Soluzione: investire in prodotti adatti al caso che garantiranno un risultato ottimale e faranno risaltare agli occhi della clientela lo studio professionale come garanzia di qualità

19) CTU. Il processo civile prevede l’usuale presenza del CTU il processo telematico non ha previsto un modo con il quale il CTU possa essere “accreditato”, nel fascicolo – processo nel quale è stato nominato CTU, mi spiego meglio, una volta che il CTU viene nominato, la semplice nomina non è sufficiente per permettere al CTU di accedere al fascicolo telematico (sia per valutare i documenti depositati, sia per depositare la relazione del medesimo CTU) in quanto per il processo telematico, fino a quando il CTU non è accreditato nel fascicolo informatico è semplicemente un estraneo a quel fascicolo (anche se CTU del medesimo procedimento), quindi, nell’ipotesi in cui il CTU dovesse depositare una relazione (prima dell’accredito al fascicolo) il sistema respingerà il deposito in quanto soggetto estraneo al procedimento. L’unica soluzione è quella di recarsi in cancelleria dopo la nomina del CTU e chiedere al cancelliere di accreditare il CTU. Soluzione: adeguamento tecnico

 

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