GDPR2016 La Nuova Privacy Europea e le “fasi del lutto” EX 196/2003 di Aziende e Professionisti

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Il lutto rappresenta una delle sfide più impegnative che un individuo possa affrontare nel corso della vita.

“È il sentimento d’intenso dolore che si prova per la perdita, in genere, di una persona cara” (Wikipedia), e non si intende necessariamente parlare della sola morte corporale. In letteratura, infatti, si parla di “lutto” anche a proposito della “separazione” magari da una persona o come nel nostro caso da un “bel periodo del fare ciò che si vuole come si vuole (e più non domandare cit. Inferno di Dante)” : ed è quello che sta accadendo negli ultimi tempi riguardo al GDPR2016 679/2916, specialmente dal 24 maggio 2016, tra Aziende e Professionisti riguardo la necessità di abbondare quel “regime di anarchia e paese dei balocchi” con il quale hanno convissuto fino ad ora, ovvero niente “Documento Programmatico della Sicurezza, niente controlli sui requisiti di sicurezza delle reti e dei dati, internet e servizi gratuiti sparsi in tutti gli angoli più remoti del mondo con dati personali in mano a non si sa chi!!

Il modello di elaborazione del lutto più noto in psicologia prevede “cinque fasi” che, in base all’intensità del legame affettivo, alle modalità della perdita e a diversi fattori protettivi o di rischio, possono avere durata e complessità variabile; magari vediamole una per una con uno speciale riguardo alle risposte delle Aziende e Professionisti al cambiamento verso GDPR2016 in atto:

1. FASE DELLA NEGAZIONE (dell’esistenza del Regolamento Europeo già in atto dal maggio 2016)

Non posso crederci, Non sta succedendo davvero”, “Non è una cosa che riguarda me. Nella prima fase l’Azienda od il Professionista tende a negare la veridicità di quanto il Consulente Privacy DPO gli riferisce in relazione ai nuovi adempimenti e sanzioni del GDPR2016. Il rifiuto della realtà può essere considerato un meccanismo di difesa che ha la funzione di risparmiare alla persona una sofferenza oltre misura.

2. FASE DELLA RABBIA ( verso l’Europa e tutto quello che da essa promana anche di buono)

Sono impazziti in Europa?, Abbiamo già tante cose a cui pensare e poi ho studiato per fare avvocato e/o commercialista!. Durante la seconda fase il Professionista/Azienda sperimenta la rabbia per la perdita del (bel) periodo precedente (Dlgs.196/2003) in cui ha fatto come voleva senza alcun controllo, una innovazione normativa vissuta come ingiustizia. Si tratta di un passaggio molto delicato dell’iter psicologico e relazionale che può coincidere con il momento di massima richiesta di aiuto verso Consulenti Privacy smanettoni ed improvvisati, oppure con il suo esatto contrario (chiusura totale e ritiro in se stessi con frasi del tipo: “tanto questa cosa la prorogano all’italiana e non parte!!).

3. FASE DELLA CONTRATTAZIONE ( spesso anche economica con il Consulente Privacy DPO)

Magari devo trovare un modo per agirare la GDPR e gabbarla!!, Non intendo cacciare un euro in più di quanto ho speso fino ad adesso, ovvero 100 euro allo smanettone amico del cugino . La terza fase è quella in cui i soggetti coinvolti (Professionisti/Aziende) iniziano a prendere atto dell’irreversibilità della perdita della facilità con cui gestivano sicurezza e dati personali e ad ipotizzare, pur nell’alternanza di momenti di sconforto e speranza, modi (magari fraudolenti) e strategie (magari trovo un consulente Privacy che mi fa un “Tot al Kilo” di GDPR2016: che faccio, lascio o tolgo?) per riprendere il controllo della propria autonoma gestione “Fai da Te” della sicurezza ICT e Privacy aziendale.

4. FASE DELLA DEPRESSIONE

Se mi metto a fare questa cosa la mia azienda fallisce, Non c’è via d’uscita dall’oppressione burocratica!!. La quarta fase reca con sé un’autentica presa di coscienza della impossibilità che la scadenza del 25 maggio 2018 venga prorogata nei 28 stati membri UE. L’Azienda/Professionista si sofferma su tutto ciò che non può più essere come quando ha iniziato l’attività (magari negli anni ’80 con un modem ed un solo PC), amplificando involontariamente il livello di sofferenza e generando un circolo vizioso che induce a uno stato di vera e propria depressione. Sintomi tipici del momento sono mal di testa (“lo faccio fare al mio avvocato il DPO”), aumento o perdita del peso corporeo (compro dei computer costosissimi che fanno tutto da soli e non mi serve il DPO), incapacità di concentrarsi, irritabilità (“se qualcuno mi parla di GDPR2016 gli sparo”), insonnia o eccessiva sonnolenza, rabbia, frustrazione, tristezza persistente (“rivoglio il vecchio inutile ed anacronistico Codice della Privacy Italiano 196/2003″) e volontà di isolarsi( “chiudo l’attività perché non intendo aderire al Nuovo Regolamento Europeo”).

5. FASE DELL’ACCETTAZIONE ( del GDPR2016 679/2016 e delle Best Practices)

È andata così, che ci vogliamo fare!?, È ora di voltare pagina e vedere il buono del GDPR per la mia attività!!. La quinta e ultima fase coincide con la conclusione (finalmente) del “processo di elaborazione del lutto” EX 196/2003. Nonostante possa ancora incorrere in stati emotivi di rabbia e depressione (sebbene in forma decisamente minore rispetto alle fase precedenti), il Professionista è pronto a dare un senso a quanto è successo, a inscriverlo nell’ordine naturale delle “cose aziendali”, ad accettare la perdita del “ghe pensi mi a fare il DPO“(dialetto milanese) e a considerare la possibilità, finalmente, di ascoltare un consulente Privacy DPO in grado di dare un nuovo slancio di “sicurezza e qualità” ad una vita lavorativa e professionale finora intrisa di “insicurezza informatica” ed “malagestione dei dati personali”, guardando al futuro con un rinnovato entusiasmo.

O.L.I.T. Informatica

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